La consulenza patrimoniale si fa digital. Con implicazioni non irrilevanti: da un lato all’advisor/banker è richiesto di integrare un rinnovato set di competenze digitali, per salvaguardare il rapporto di fiducia costruito con i clienti e acquisire nuovi investitori nativi digitali. Dall’altro, l’utilizzo della tecnologia consente di creare valore e ampliare la gamma dei servizi offerti in un contesto in cui al consulente non si chiede più di gestire il mero acquisto di un prodotto finanziario, ma un approccio olistico che può includere aspetti di protection planning, passaggio generazionale, analisi del patrimonio immobiliare e materia fiscale.

Per la clientela Uhnw, in particolare, è possibile accedere a investimenti cross border, gestendo una parte del patrimonio in altri Paesi e garantendo al contempo importante diversificazione del rischio senza particolari oneri. «Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento dell’interesse per i servizi cross border,» dice Gianbattista Geroldi, a.d. di Objectway Italia, società che ha recentemente acquisito Die Software, azienda tedesca leader nelle soluzioni di Core Banking, ampliando così la propria offerta che prevede ora soluzioni end-to-end per Wealth, Banking & Asset Management.

«Detenere parte del patrimonio su scala globale, poter disporre di un supporto finanziario a distanza e poter effettuare transazioni a livello locale sta diventando una richiesta sempre più frequente tra i clienti Uhnw. L’advisor o il banker devono quindi essere in grado di offrire una gamma di servizi di consulenza patrimoniale con un approccio olistico-glocal, ovvero semplicità di accesso domestico a un portafoglio di risorse globali.»

La costruzione di un modello cross border correlato ai servizi di consulenza patrimoniale deve avere una serie di caratteristiche fondanti, tra cui quella di disporre di una piattaforma tecnologica in grado di uniformare i processi operativi ed evolvere secondo i trend globali, e operare in piena conformità ai requisiti regolamentari e fiscali locali e internazionali.

L’ingaggio di un partner qualificato e competente non solo sulle componenti di sviluppo applicativo, ma anche e soprattutto riconosciuto per esperienza e innovazione nella progettazione di modelli di business all’avanguardia, è fondamentale. Un interlocutore unico con una metodologia già collaudata in contesti simili permette infatti di limitare il rischio operativo e avere a disposizione best practice che consentono di ridurre i tempi di realizzazione.

Ne parliamo in modo approfondito al Salone del Risparmio,
nella conferenza in programma mercoledì 15 settembre alle 9:00,
presentando un caso reale.